Dermoriflessologia: che cos’è?

La Dermoriflessologia® è una tecnica riflessologica che utilizza la superficie cutanea come specchio della sfera psichica e somatica.

Emozioni e pensieri producono risposte a livello somatico e, reciprocamente, le condizioni fisiche influenzano pensieri ed emozioni. Questa relazione si riflette sul tessuto cutaneo, dove è possibile individuare e riconoscere i flussi dell’energia e le memorie cristallizzate nel corpo e nei sistemi energetici. E, sempre attraverso la pelle, è possibile inviare segnali al corpo e alla psiche per indurre risposte di autoguarigione o stimolare sentimenti positivi o, addirittura, facoltà superiori.

Per effetto della Triplice Corrispondenza, Corpo-Psiche-Pelle, possiamo agire in tre direzioni:
1) direttamente su un organo,
2) attraverso un lavoro psicologico,
3) per mezzo di una stimolazione cutanea.

La Dermoriflessologia parte dalla pelle per leggere le condizioni di benessere o di malessere, e sempre dalla pelle opera per irradiare informazioni che aiutino l’individuo a mettere in atto i propri meccanismi di auto-guarigione (tramite la Legge degli Antagonismi o Legge della Complementarietà).

Questo è il principio base della Dermoriflessologia, ma questa disciplina si estende anche alla possibilità di risvegliare sentimenti specifici per far fronte alle varie sfide dell’esistenza. Se, in un determinato periodo della vita, occorre una dose maggiore di coraggio, possiamo stimolare l’area cutanea connessa a questo sentimento e beneficiare di un surplus di grinta. E’ un periodo che siamo tristi, abbattuti, sconsolati? Ci vengono in soccorso punti cutanei che risvegliano l’allegria, l’ottimismo, l’entusiasmo. E il discorso si estende in pressoché tutti gli ambiti della vita. Dalle relazioni sociali alla crescita personale. Possiamo incrementare la socievolezza come l’analisi critica, possiamo lavorare per liberarci dai traumi emotivi come promuovere l’elevazione spirituale e molte facoltà superiori, come la chiaroveggenza, la capacità di prevedere il clima, la telepatia, eccetera.

Per saperne di più: Dermoriflessologia

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4 commentiLascia un commento

  1. Ho scoperto da poco la dermoriflessologia e ne sono rimasto molto colpito. Stimolando alternativamente le placche sulla mano, mi sembra di essere quasi una marionetta tanto è preciso l’effetto sui comportamenti e le sensazioni.
    Mi ha interessato tra le altre cose il concetto del bilanciamento tra opposti (es fegato-rabbia e intestino-amore).
    Grazie

    • Il termine che ha usato, “marionetta” è tremendamente simile alla descrizione del “fantoccio meccanico” che era nell’abitudine di Giuseppe Calligaris, soprattutto nei primi libri.
      Grazie per la stima e per la testimonianza

  2. In seguito al trattamento, ho riconosciuto bene un paio di emozioni, altre sono un po’ vaghe.
    Avendo un annoso problema con l’ira, diciamo così, anche abbastanza repressa, ho pensato di stimolare la placca dell’odio (nome terribile…). Ho praticato la stimolazione, per alcune ore al giorno con l’apposizione di una spirale e ho iniziato a diventare sempre più irrequieto,. Dopo un paio di giorni mi sentivo Hulk, una sensazione strana come se non potessi controllare l’aggressività. Al terzo giorno ho inziato a percepire manie di persecuzione. A quel punto ho pensato che stavo sbagliando qualcosa. Ho letto con più attenzione e ho capito la questione del bilanciamento. Per cui al quarto giorno ho cominicato a stimolare la placca dell’amore e d’improvviso è cambiato tutto: a parte un alleggerimento dell’intestino molto efficacie mi sono trovato a provare emozioni d’amore molto più forti del mio standard.
    La cosa mi ha colpito molto per la precisione della risposta.
    Ne ho viste e provate di tutti i colori ma un azione-risposta cosÏ specifica non l’avevo ancora sperimentata. Come ci fossero dei bottoni sulla pelle…

    • E’ già un grande risultato riconoscere in questo modo le emozioni per due motivi: il primo è che tra il dolore per un’offesa e una martellata su un dito la “densità” dell’effetto è sicuramente sproporzionata e la seconda è che la nostra società non presta sufficiente attenzione alle emozioni né con i bambini, né con gli adulti.
      Leggendo la sequenza delle informazioni che mi scrive si possono decifrare alcuni elementi:
      – se c’è una componente di rabbia repressa, il primo effetto della stimolazione della linea dell’odio (è vero che il nome è sgradevole, tanto è vero che di solito lo addolciamo con “capacità di reazione aggressiva volta anche all’autodifesa”, tra l’altro più fedele al vero significato) è quello di ridurre l’autocontrollo passivo (quello automatico, assunto come abitudine);
      – di conseguenza sentirsi irrequieto, potente (come Hulk) e limitatamente controllato è normale.
      – Consigliamo sempre di non eccedere i due-tre giorni di stimolazione e di lasciare intervalli (tre-quattro giorni) tra una stimolazione e l’altra, perchè si finisce disequilibrati in senso opposto. Prova ne sia la sensazione di essere perseguitato.
      – corretta, anche se leggermente tardiva, la controstimolazione, nonostante il consiglio sia sempre quello di effettuare preventivamente la verifica delle linee sensibili per decidere poi l’intervento sull’antagonista.


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